domenica 29 marzo 2026

Siamo usciti dalla preistoria? Non credo!


Convenzionalmente si considera il passaggio dalla Preistoria alla Storia attorno al 3500-300 AC, con l’invenzione della scrittura. Questo è quanto ci insegnano a scuola, anche se la percezione comune più che mettere l’accento sulla nuova modalità di trasmissione dell’informazione (le fonti scritte), ha semplificato il tutto considerando i Preistorici come gli “Antenati” dell’omonima serie televisiva e noi, quelli delle Storia, come i “moderni”.

Dato però che questo passaggio non ha significato nessun cambio radicale nell’organizzazione sociale, anzi, si è caratterizzato per il progressivo dominio del modello patriarcale e la sottomissione progressiva e costante della metà della popolazione umana, quella femminile, forse bisognerebbe cominciare a interrogarsi su questo tema in maniera un po’ diversa. 

Se vogliamo considerare il passaggio da un “prima” a un “dopo” come qualcosa di significativo per le generazioni che verranno dopo di noi, volendo con questo lasciare un messaggio positivo, di una visione di società più giusta e paritaria che consideri l’insieme delle persone che abitano questo pianeta, verrebbe da pensare che noi, ancora oggi, siamo nel mondo del “prima”, un mondo cioè dove dominano gli uomini in quasi tutti i paesi e settori economici e sociali del mondo. I passi avanti che si sono registrati nell’ultimo secolo, si devono in misura quasi esclusiva alle lotte delle donne, contro l’opinione propagandata dai maschi che temevano, e temono, che rafforzando i diritti delle donne loro (noi, dato che anche io sono maschio) perderemmo quel potere che ci è dovuto perché “è sempre stato così”.

Molte scrittrici, esperte e scienziate hanno dimostrato la falsità di questo assunto, mettendo in chiaro che non è un qualcosa di divino, ma una costruzione sociale del maschio contro la volontà della donna. Che poi tutte le religioni siano state inventate sulla base di questo assunto, un Dio maschile, così come il figlio o profeta, che le cerimonie e la lettura dei sacri testi sia roba da uomini, fa parte del circo mediatico che serviva a giustificare questa violenza e sopraffazione storica.

Adesso però che la Chiesa anglicana ha incoronato Sarah Mullally come arcivescovo di Canterbury, prima donna negli oltre 5 secoli di vita di questa chiesa, diventa sempre più complicato giustificare l’estromissione delle donne dai sacramenti religiosi. 

Pian piano il muro eretto dal mondo maschile per mettere in un angolo tutte le scoperte realizzate da donne, i documenti fondamentali da loro scritti, come la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina (1791) di Olympe de Gouges, critica del maschilismo imperante nella rivoluzione di Robespierre (che la fece ghigliottinare) e soci, i tanti premi Nobel non riconosciuti, valga fra tutti quello negato a Rosalind Franklin i cui lavori pionieristici permisero di individuare la doppia elica del DNA, cosa che fruttò a Watson e Crick, che sfruttarono questa scoperta senza il suo consenso, il premio Nobel; insomma, pian piano il muro comincia a scricchiolare e, un giorno, speriamo cadrà!

E quando questo succederà, allora sì che potremo dire di essere entrati, come società umana, dentro la Storia, uscendo dalla preistoria di violenza e sopraffazione che continua a dominare, indipendentemente dal mezzo, materiale o scrittura, che usiamo per comunicare.

Certo che se anche il mondo maschile cominciasse a collaborare, non sarebbe male. Continuare a gridare No alla guerra!, No alla violenza! E poi non essere capaci di cambiare noi stessi, nei nostri comportamenti quotidiani, ci dice quanta strada ci sia ancora da percorrere, anche per quegli uomini che si dicono di sinistra o progressisti.

La lotta continua!


¿Hemos dejado atrás la prehistoria? ¡No lo creo!


Tradicionalmente, se considera que la transición de la prehistoria a la historia tuvo lugar entre el 3500 y el 300 a. C., con la invención de la escritura. Esto es lo que nos enseñan en la escuela, aunque la percepción común, en lugar de enfatizar el nuevo modo de transmitir información (las fuentes escritas), ha simplificado todo al considerar a los habitantes de la época prehistórica como los "Flinstones" de la serie de televisión del mismo nombre, y a nosotros, los que nacimos dentro de la Historia, como los "modernos".

Sin embargo, dado que esta transición no trajo consigo ningún cambio radical en la organización social —de hecho, se caracterizó más bien por el dominio progresivo del modelo patriarcal y la subyugación gradual y constante de la mitad de la población mundial, es decir, las mujeres—, quizás deberíamos empezar a cuestionar este tema y mirarlo desde una perspectiva diferente.

Si queremos considerar la transición de un "antes" a un "después" como algo significativo para las generaciones venideras, con el fin de dejar un mensaje positivo, una visión de una sociedad más justa e igualitaria que tenga en cuenta a todas las personas que habitan este planeta, podríamos pensar que, incluso hoy, vivimos en el mundo del "antes", un mundo donde los hombres dominan en casi todos los países y sectores económicos y sociales del mundo. El progreso alcanzado en el último siglo se debe casi exclusivamente a las luchas de las mujeres, en contra de la opinión propagada por hombres que temían, y aún temen, que al fortalecer los derechos de las mujeres nosotros, (puesto que también soy hombre) perderíamos el poder que nos corresponde porque "siempre ha sido así".

Numerosas escritoras, expertas y científicas han demostrado la falsedad de esta premisa, dejando claro que no se trata de algo divino, sino de una construcción social masculina que se impone contra la voluntad femenina. El hecho de que todas las religiones se hayan inventado sobre esta base —un Dios masculino, así como el hijo o profeta, y que las ceremonias y la lectura de textos sagrados sean para hombres— forma parte del circo mediático que sirvió para justificar esta violencia y opresión históricas.

Ahora que la Iglesia Anglicana ha nombrado a Sarah Mullally Arzobispa de Canterbury, la primera mujer en los más de cinco siglos de existencia de esta iglesia, resulta cada vez más difícil justificar la exclusión de las mujeres de los sacramentos religiosos.

Poco a poco, el muro erigido por el mundo masculino para marginar todos los descubrimientos de las mujeres, los documentos fundamentales que escribieron, como la Declaración de los Derechos de la Mujer y de la Ciudadana de Olympe de Gouges (1791), una crítica al machismo imperante en la revolución de Robespierre (quien la mandó guillotinar) y compañía, los numerosos Premios Nobel no reconocidos, sobre todo el que se le negó a Rosalind Franklin, cuyo trabajo pionero le permitió identificar la doble hélice del ADN, lo que le valió el Premio Nobel a Watson y Crick, quienes explotaron este descubrimiento sin su consentimiento. En resumen, el muro comienza a crujir lentamente y, esperemos, ¡un día caerá!

Y cuando esto suceda, podremos decir que, como sociedad humana, hemos entrado finalmente en la Historia, emergiendo de la prehistoria de violencia y opresión que aún domina, independientemente del medio, material o escrito, que utilicemos para comunicarnos.

Por supuesto, si el mundo masculino también empezara a colaborar, no estaría mal. Seguir gritando "¡No a la guerra!", "¡No a la violencia!", y luego ser incapaces de cambiar nosotros mismos en nuestro comportamiento diario, nos demuestra cuánto camino nos queda por recorrer, incluso para aquellos hombres que se autodenominan de izquierda o progresistas.

¡La lucha continúa!


Siamo usciti dalla preistoria? Non credo!

Convenzionalmente si considera il passaggio dalla Preistoria alla Storia attorno al 3500-300 AC, con l’invenzione della scrittura. Questo è ...